POLSTARDA - Mensa obbligatoria di servizio.-

 

 

Ancona, 27 gennaio 2014

 

 

 

Oggetto: Mensa obbligatoria di servizio.

             - Intervallo di tempo breve a disposizione per la pausa che precede il rientro in

              ufficio per l’espletamento del servizio straordinario.

 

 

 

AL SIGNOR DIRIGENTE IL COMPARTIMENTO POLSTRADA MARCHE                     SEDE

 

AL SIGNOR DIRIGENTE LA SEZIONE POLSTRADA                                                   SEDE

 

 

 

Com'è noto, la legge 18 maggio 1989, n. 203, ha autorizzato il Ministro dell’Interno a costituire mense obbligatorie di servizio per il personale della Polizia di Stato che si trova in particolari situazioni d’impiego e ambientali.

 

Tra dette situazioni, spiccano i casi previsti dalla medesima legge all’Art. 1, comma 1, lettera b): “personale impiegato in servizi di istituto, specificamente tenuto a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il tempo necessario per la consumazione del pasto presso il proprio domicilio”.

 

Con l’art. 35 del D.P.R. 16 marzo 1999 nr. 254 (recepimento dell'accordo sindacale per le Forze di Polizia a ordinamento civile), l’amministrazione, qualora sia impossibile assicurare la mensa obbligatoria di servizio, eroga il buono pasto giornaliero.

 

Con il passare degli anni sono state emanate circolari ministeriali che hanno disciplinato l’attribuzione del buono pasto, tra cui la Circ. Prot. 750.C.1/1664 del 13 giugno 2001, la quale recita: Pertanto, sulla base dei vigenti criteri e parametri di valutazione sinora adottati per l’attribuzione del beneficio della mensa obbligatoria, potranno ora essere erogati buoni pasto al personale che svolga il servizio in sedi sprovviste di strutture di mensa, tenuto a permanere in attività almeno un’ora oltre le ore 14 o le 19 come prolungamento dell’orario ordinario o che sia impossibilitato a consumare i pasti presso il proprio domicilio a causa dell’orario di inizio dei turni di servizio” … “Hanno titolo, inoltre, a fruire del buono pasto i dipendenti che nell’intervallo di tempo breve a disposizione per la pausa che precede il rientro in ufficio siano tenuti a prestare servizio per uno dei seguenti motivi: a) completamento dell’orario d’obbligo settimanale; b) straordinario programmato; c) straordinario (emergente n.d.r.) ai sensi dell’art. 63 della legge 1° aprile 1981, n. 121. Anche in queste ultime circostanze, l’ulteriore presupposto per l’attribuzione del buono è la verificata impossibilità di recarsi presso la propria abitazione, a causa del ristretto margine di tempo disponibile.”

 

Per quanto esposto, appare evidente che:

  1. i “vigenti criteri e parametri di valutazione sinora adottatti per l’attribuzione del beneficio della mensa obbligatoria di servizio” devono essere uguali a quelli utilizzati per l’erogazione del buono pasto nelle sedi sprovviste di mensa, altrimenti si creerebbe una sperequazione;

  2. Hanno titolo, inoltre, a fruire del buono pasto i dipendenti che nell’intervallo di tempo breve a disposizione per la pausa che precede il rientro in ufficio siano tenuti a prestare servizio per … straordinario (emergente n.d.r.) ai sensi dell’art. 63 della legge 1° aprile 1981, n. 121.”

Se ne deduce, oggettivamente, che il dipendente utilizzatore del buono pasto o della mensa obbligatoria di servizio, nei casi un cui è obbligato a permanere in servizio in regime di straordinario emergente, deve utilizzare il beneficio “nell’intervallo di tempo breve a disposizione per la pausa che precede il rientro in ufficio”, che, notoriamente, è quantificata normalmente in 30 minuti.

Ipotesi secondo cui chi espleta straordinario emergente non possa fruire dello stacco di 30 minuti per consumare il pasto, sono relegate, chiaramente, ai soli casi di necessità e urgenza particolari nei quali è impossibile allontanarsi dal luogo di lavoro, come ad esempio l’espletamento dei rilievi di un incidente stradale per liberare la carreggiata oppure la fisica esecuzione di perquisizioni o arresti.

Per quanto indicato, non si comprende perché nell’ambito della verifica semestrale tenutasi in data 24 gennaio 2014, l’amministrazione abbia dichiarato che lo stacco di 30 minuti fra il turno di servizio e lo straordinario emergente sia una “problematica”, dato che proprio lo stacco è sancito oggettivamente dalla citata circolare ministeriale.

Per quanto esposto e per permettere il recupero psicofisico dei dipendenti, si diffidano le SS.VV. dal modificare il regime corrente di utilizzo dell’intervallo di tempo intercorrente fra il turno di servizio e lo straordinario emergente, nei casi in cui si fruisca del buono pasto o della mensa obbligatoria di servizio a carico dell’amministrazione.

In attesa di un sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

 

 

Il Segretario Provinciale

Filippo Moschella

SAP - Sindacato Autonomo di Polizia

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